Una mostra collettiva fotografica permanente allestita nella Sala d’attesa del Reparto di Radiologia del presidio San Salvatore di Pesaro.

Un piccolo nucleo di opere al servizio della contemplazione di persone che non si trovano in quel luogo per fruire di una esposizione d’arte, ma si trovano ad attendere referti e lastre in una struttura sanitaria.

Opere fotografiche, diverse per provenienza geografica e differenti nella loro cifra poetica, come lo sono gli autori che le hanno ideate. L’obiettivo della mostra è quello di portare l’arte fuori dai luoghi ad essa deputati, conducendola nei luoghi della vita, dove passa tanta gente per mille motivi contingenti all’esistenza.

Una sala d’attesa di un ospedale è un luogo diverso rispetto a una galleria o a un museo ma di certo il pubblico a cui l’arte si rivolge è sempre lo stesso, cioè composto da esseri umani pensanti, dall’attività intellettiva attiva.

Le immagini che compongono questa mostra sono accomunate da una stessa tematica: la natura.

Un concetto di natura ampio che non comprende solo la forza degli elementi naturali e del paesaggio, ma che include tutto l’universo sensoriale ed emozionale. La natura è dunque il nesso condiviso da queste preziose creazioni.

“Preziose” queste opere lo sono, non solo per il loro oggettivo valore economico, ma anche per le loro potenzialità emotive che, in ambiti come questo, possono rappresentare una opportunità di riscoperta del potere evocativo e fantastico proprio dell’essere umano.

Una mostra
che si misura con la sensibilità di ciascuno, eludendo quella fisicità che, negli ultimi vent’anni di storia dell’arte sembra essere stata la vera protagonista di ogni azione creativa. Le immagini esprimono sentimenti, svegliano emozioni, favoriscono la capacità mnemonica di chi le osserva.

Ogni opera rappresenta la possibilità di un piccolo-grande viaggio reale o immaginario, il recupero di un momento già vissuto ma celato da qualche parte entro il mondo interiore di ogni persona.

A questi frammenti emotivi corrispondono alcune immagini: riposare in una vasca da bagno galleggiante su un fiume che attraversa il bosco, una nuvola in una stanza, un ramo ed una presenza umana che attraversano il cielo, figure femminili che si misurano con la forza della natura.

Ma se forte è la poesia che si evince da queste poetiche, lo è anche il senso di sottile ironia che le pervade, poiché anche essa fa parte del vivere. L’opera che raffigura una coppia di ragazzi con orecchie da asino e cappello, attiene proprio ad un piacevole mondo ironico.

Un’opera, quest’ultima, sospesa tra vita reale e mondo onirico in cui compare la risorsa del sogno, a cui allude il comportamento beffardo tipico di una certa fase della vita, restituita grazie anche a cromatismi accesi.

Va rilevato infine il potere terapeutico dell’arte, capace di favorire una certa apertura mentale, una particolare leggerezza dell’animo. Un’arte che arricchisce il nostro universo emozionale di nuove energie e sensazioni.

L’estetica nel corso dei secoli ha sostenuto queste affermazioni, accostando l’arte alla scienza medica (psicologia e psichiatria). Per questo crediamo che l’arte debba entrare in ospedale!

Opere di: Alberto Barbadoro, Domenico Buzzetti, Daniela Cavallo, Veronica Dell’Agostino, Massimo Festi, Alessandro Giampaoli, Michela Pozzi.

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