Laura Baldini colpisce di colore...

Attraverso un grande murales sviluppato su due pareti ad angolo, Laura Baldini interpreta lo spazio d’attesa della sala prelievi del laboratorio analisi.

Il luogo dell’attesa sembra essere uno spazio sospeso in cui le persone scandiscono i minuti che scorrono lenti. E’ uno spazio di stasi in cui gli stati d’animo di chi attende seguono percorsi inusuali, scollegati a volte anche dalla razionalità. Così, alla ricerca di partiolari interessanti, gli sguardi vagano da una parete all’altra, da una comunicazione di servizio al pavimento…Il lavoro di Laura Baldini ha in modo geniale ed unico riempito quegli spazi “atoni” ed “amorfi”che costituiscono spesso gli ambienti d’attesa. L’artista ha escogitato un’esplosiva combinazione di colori ed ha inventato particolari vivaci e vitali che hanno assunto il ruolo di personaggi fantastici di un racconto per immagini.

Baldini è titolare di una poetica con radici profonde nella cultura pop, con chiari riferimenti all’illustrazione pseudopittorica e surrale che ha saputo produrre nei decenni la Scuola del Libro di Urbino, baluardo nazionale della genialità e del talento in fatto di disegno. Le tematiche dell’artista spaziano in maniera trasversale e nell’occasione di questo intervento ha voluto lasciar spazio a un desiderio onirico dai toni soft ed ovattati. Il lavoro rende l’idea di un fermo immagine di un sogno, popolato da insetti surreali e fiori bianchi che si muovono allegramente su uno sfondo paesaggistico ricco di luce. Si tratta di un’immagine positiva che simboleggia l’estensione della vita in uno spazio immaginario, sicuro e protetto.

Il desiderio è quello di voler comunicare un mondo migliore, suscettibile del potere immaginifico di chi osserva. Il murales appare illuminato da un magnifico sole rosso che irradia da una posizione particolare: l’ngolo tra le due pareti. Il sole mette in relazione due piani decorati ma in realtà rappresenta la metafora perfetta della comunione possibile tra mondi differenti. L’impatto prospettico offerto dall’opera impone una sorta di abbraccio verso chi entra, un abbraccio di colore e calore che pervade d’energia creativa tutte le sedute collocate in mezzo alle due pareti, senza tuttavia invadere in eccesso lo spazio di chi attende.

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