Cristian Iotti, artista emiliano, ha partecipato al progetto di donazione con una serie di immagini denominate “Giochi di Gaggia al circo”, facenti parte di un lavoro più ampio che l’artista a dedicato al mondo circense.

Il circo, un universo magico e sfavillante, in cui convivono mille anime vestite dei colori dell’arcobaleno è l’universo che l’artista emiliano Criastian Iotti ha focalizzato nel proprio obiettivo fotografico. Iotti ha partecipato al progetto “Arte in Ospedale” con grande entusiasmo e disponibilità, intuendo che il mondo circense potesse essere l’estremo possibile da offrire a coloro che si trovano nella non piacevole condizione di paziente.

Lo ha fatto, cogliendo l’energia che un tema simile può scatenare, trasformandosi in metafora di vita. Le opere selezionate per questo progetto espositivo sono cinque, di medie dimensioni, appartenenti al ciclo intitolato “Giochi di Gaggia al circo,” lavoro datato 2012.

Tutto nasce dalla spiritosa collaborazione professionale tra i due artisti (Giovanni Gaggia e Cristian Iotti) che hanno deciso di interpretare la bellezza della vita circense prestando reciprocamente qualcosa al lavoro: Gaggia offrendosi come figurante nella scena, Iotti donando il proprio talento creativo e la propria abilità tecnica.

Il risultato conseguito è un lavoro vivace e aperto alla libera interpretazione, poetico e incantato, eccentrico e favolistico. Un concentrato di sensualità e commistione culturale che rende le singole opere “opera d’arte”. Il segno prevalente che pervade ogni immagine fotografica è l’uso del colore e l’incidenza della luce, calibrate in modo da creare quasi una scena teatrale, un palcoscenico in cui è di scena la vita.

Nell’incrocio di sensibilità e storie s’incontrano e convivono, come in una fiaba, figure umane e animali, reali o semplicemente accennate tramite un disegno o una figura in carta pesta.

La semplicità degli elementi presenti nelle immagini contrasta con la gestualità enfatizzata dal soggetto, con l’espressività del volto, con la forza dello sguardo che fissa l’obiettivo. Un tentativo ben riuscito di restituire un frammento di un universo straordinario che possa permettere di volare, idealmente, fuori dalle mura ospedaliere.

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