Il Direttore Generale spiega il Decreto Balduzzi e l’impatto sulla sanità locale

Ai microfoni di Radio Fano, Aldo Ricci non si risparmia e racconta i tagli imposti dalla spending review e dal decreto Balduzzi e le scelte fatte per continuare a garantire i servizi al cittadino.

Il 15 novembre 2012, mentre il Governo sembrava impegnato nel voto definitivo sul decreto Balduzzi il Direttore Generale degli Ospedali Riuniti Marche Nord, Aldo Ricci, era ospite dei microfoni di Radio Fano. Ecco buona parte dell’intervista curata da Anna Rita Ioni. 
Qualche giorno fa ha detto "La sanità non è più quella che abbiamo conosciuto". Direttore cosa intendeva?
"Non riusciremo ad esaudire tutti i dubbi dei cittadini e addetti ai lavori. Questa affermazione sintetica nasce dall’analisi di quello che è successo nell’ultimo anno e mezzo nel quale sono state date disposizioni economiche, con tagli lineari che hanno colpito la sanità e che per forza hanno inciso sulla riorganizzazione sanitaria. Poi, mentre parliamo, c’è il varo degli standard organizzativi in base a cui lo Stato impone alle regioni la riorganizzazioni sanitaria. Capite che cambia tutto ciò che abbiamo vissuto fino ad ora in uno scenario di disposizioni che si susseguono con una velocità estrema, spesso anche di settimana in settimana, e che costringono le regioni ad un adeguamento continuo mentre noi aziende cerchiamo di capire l’oggi per interpretare il futuro".
Parliamo dei numeri del decreto: la media complessiva dovrà essere di 3,7 posti letto ogni mille abitanti, ossia 310 posti letto per acuti in meno e un taglio di 180 milioni di euro alla spesa sanitaria. E’ meglio essere Marche Nord o sarebbe stato meglio avere la precedente organizzazione, ossia Santa Croce e San Salvatore?
"Bisogna fare una premessa e spiegare il decreto Balduzzi che, in sintesi, prevede tre grandi fasce: una prima fascia dove stanno le alte specialità, per le Marche concentrate prevalentemente a Torrette; la seconda fascia sono gli ospedali di prima categoria che devono avere obbligatoriamente Pronto soccorso, medicine, chirurgia, Ginecologia e Ostetricia e Pediatria; nella terza fascia sono collocati gli ospedali per sub-acuzie o post acuzie. Se dovessimo prendere alla lettera i parametri oggi in discussione, mi auguro degli aggiustamenti e me li aspetto nell’ambito delle autonomie regionali. Detto questo Marche Nord ha intercettato il decreto Balduzzi perché ha messo insieme un bacino di utenza superiore, l’intera provincia. Inoltre con marche Nord presentiamo un numero di interventi – soprattutto chirurgici – superiore. Se avessimo preso Fano e Pesaro separatamente, avremmo avuto due ospedali di I livello, quindi declassati. Mettendo insieme l’attività, invece, ci presentiamo alla Regione subito dopo Ancona, come seconda tipologia delle Marche".
L’ultima delibera regionale, del 30 ottobre, parla di alta specialità concentrata quasi esclusivamente a Torrette e per alcune peculiarità a Marche Nord e Inrca. Cosa significa?
"Questa frase, non messa a caso, è coerente con le affermazioni recenti del presidente Spacca a Pesaro, in cui ha precisato che Marche Nord avrebbe portato avanti progetti di potenziamoemnto per alcune alte specialià per intercettare la mobilità passiva. Oltre a questo, il presidente ha sottolineato che i tagli non dovevano essere lineari. Noi stiamo portando avanti il potenziamento di quelle strutture non al 100% previste dal decreto. Alcune sono già al 100 % come l’Emodinamica con un riconoscimento regionale e interegionale, tra le prime 10 nazionali, e l’Ematologia con il centro trapianti e centro di riferimento internazionale. Poi ci sono i progetti di potenziamento che includono la Radioterapia, che già risponde ad un bacino provinciale, ma che stiamo potenziando per alcune patologie come la radioterapia modulare, Poi c’è la Medicina Nucleare, che a breve si sposterà a Muraglia, con potenziamento delle attività anche grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, e l’acquisto della prima Pet fissa delle Marche che verrà installata entro l’anno con un incremento delle attività e la necessità di assumere tecnici e medici. C’è la Neuropsichiatria Infantile che oltre all’autismo, è riconsociuta come centro di riferimento per le malattie rare, quindi centro di riferimento interegionale. Se vogliamo parlare di Fano, visto che mi ospita una radio fanese, c’è la Stroke con una attività provinciale per quanto riguarda il trattamento della trombolisi; stiamo potenziano la medicina con posti letto ad alta intensità di cura, primo esperimento della regione Marche. Più tante altre specialità previste dal decreto".
Con meno soldi è possibile fare molto e bene comunque, o con il taglio la sanità è destinata a calare?
"La risposta può essere molto semplice o molto complessa. Per inquadrare la situazione, per la prima volta in ambito sanitario assistiamo ad un decremento delle risorse destinate alle regioni per la sanità. Ecco di cosa stiamo parlando. Detto questo dobbiamo capire come e dove incidono veramente i tagli lineari. I tagli lineari significano meno budget, quindi meno risorse. Ma all’interno ci sono interventi specifici, come il personale. Sul personale il governo nella finanziaria è stato chiaro: ci impone di non superare il tetto di spesa. In caso contrario c’è il commissariamento dell’azienda e per l’anno successivo l’impossibilità di assumere anche una sola persona. Capite che nessun manager metterebbe la propria azienda in condizione di stare per gli anni avvenire nell’impossibilità di acquisire risorse umane".

Assumere è quindi impossibile?
"Si può assumere all’interno di un tetto di spesa. In accordo con il Collegio di direzione e i sindacati abbiamo stabilito delle priorità. Per noi la priorità era il personale infermierisco e Oss, sostituito al 100%, altrimenti avremmo bloccato l’assistenza. Questo ha comportato l’impossibilità di sostituire al 70% il resto del personale, per cui il personale medico ha una sostituzione che viaggia intorno al 40-50%. Per forza di cose. L’azienda ha effettuato delle scelte, ma sono scelte di buon senso. Noi comunque dobbiamo portare avanti con quel budget anche i progetti di potenziamento, dobbiamo fare la razionalizzazione unificando seriamente e realmente i servizi. Ecco i motivi di alcuni mal di pancia. Chiaramente questa razionalizzazione sconta il vincolo di lavorare su tre strutture separate".
Altri mal di pancia sono stati generati dall’interruzione, dal 10 dicembre fino all’epifania, della chirurgia programmata.
"Anche questo mi consente di dare una risposta chiara. Perché siamo costretti a fare questo? Perché, come avete capito, abbiamo meno personale, meno anestesisti. Non possiamo garantire le stesse sedute operatorie. Seconda questione: il taglio ha colpito in specifico beni e servizi. Noi abbiamo avuto all’inizio del 2012 un taglio di un milione e 600 mila euro, e il 7 luglio con l’ennesima revisione della spesa altri 600 mila euro in meno. Questi tagli hanno colpito in maniera lineare tutte le categorie dei beni, quindi farmaci, protesi e presidi del blocco operatorio in cui abbiamo dovuto fare una riduzione obbligatoria del 5%, Così ha imposto in maniera lineare il taglio della spesa. Capite che siamo dovuti stare all’interno di regole rigidissime. All’interno di queste regole abbiamo programmato l’attività operatoria. Ma è bene precisare che l’attività operatoria di una azienda ospedaliera privilegia le urgenze. E le urgenze sono la maggioranza dell’attività: noi lavoriamo h24 per tutte le tipologie di urgenze che vanno dalla traumatologia ortopedica all’emodinamica, dalla traumatologia neurochirurgica all’endoscopia operativa, dalla stroke all’attività di chirurgia vascolare. Non sono in grado di darvi un numero complessivo ma se ci fermiamo ad analizzare Fano, solo la traumatologia ortopedica ha una media di 6-7 interventi di traumatologia alla settimana. Ed è una media. Già questo significa che c’è una attività che assorbe risorse. Ma non blocchiamo nessuna attività programmata, neppure in estate o Natale. In questo dobbiamo essere chiari. Che attività garantiamo? Garantiamo l’attività di classe A ossia gli interventi più necessari e appropriati. Oltre ai tumori, ci stanno operazioni semplici tipo ernie e colecisti ma che necessitano, secondo il giudizio dell’anestesista o del chirirgico, di un intervento non differibile. Unici interventi rimandati sono quelli procrastinabili come la cataratta non complicata o l’ernia non complicata, quegli interventi che di solito vengono fatti in Day Surgery. Non c’è nessun blocco dell’attività programmata, l’attività va avanti ma secondo una programmazione appropriata".

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