Emodinamica, reparto di eccellenza e avanguardia

Meno ospedalizzazione e un aumento della mobilità attiva con i pazienti provenienti da fuori regione e dalle altre province marchigiane. Il reparto di Emodinamica di Marche Nord registra numeri ogni anno in crescita, per un presidio che è uno dei fiori all’occhiello dell’azienda ospedaliera.
La più frequente malattia cardiaca è quella ischemica caratterizzata dal restringimento delle arterie coronarie che sono i vasi che portano il sangue ossigenato al cuore. L’Unita Operativa di Emodinamica e Cardiologia Interventistica si interessa della diagnosi e della cura delle malattie cardiovascolari ed è specializzata nella rivascolarizzazione percutanea di patologie coronariche acute e croniche.
“Un reparto di avanguardia per le cure di queste patologie tra le più diffuse – spiega il responsabile dell’unità operativa di Emodinamica Lucia Marinucci – siamo stati tra i primi presidi in Italia a praticare, dal 2001, l’angioplastica coronarica per via radiale e non femorale, effettuando con questo accesso più del 95 per cento delle procedure. L’accesso radiale è attualmente raccomandata dalla linee guida internazionali, consente di effettuare la procedura in maniera più sicura per il paziente, con minore rischio di complicanze emorragiche e permette al malato una migliore ripresa e un recupero più veloce, consentendo anche una dimissione precoce senza ospedalizzazione”.

Il laboratorio di emodinamica è una vera e propria sala in cui vengono fatte tutte le diagnosi legate alle patologie cardiovascolari e gli interventi percutanei necessari. Gli interventi di cardiologia interventistica vengono effettuati per via “percutanea”, cioè attraverso un piccolo foro che viene praticato a livello inguinale, del polso o della piega del gomito, in anestesia locale. Attraverso dei tubicini, detti cateteri è possibile risalire fino al cuore e visualizzare le strutture necessarie attraverso l’utilizzo di un angiografo- l’apparecchio radiologico di ultima generazione. In particolare con l’iniezione di mezzo di contrasto è possibile evidenziare la presenza di stenosi- cioè restringimenti -all’interno delle coronarie.

L'equipe diretta dalla Dr.ssa Marinucci

“Inoltre dal 2005 siamo stati uno dei primi reparti del servizio sanitario nazionale ad effettuare queste procedure in day hospital – aggiunge Lucia Uguccioni medico del reparto – e siamo uno dei pochi reparti ad effettuare le angioplastiche con dimissione nella stessa giornata della procedura. Meno ospedalizzazione per il paziente ma con la presa in carico garantita totalmente, anche grazie ad una comunicazione diretta con il paziente, che può contarci h24”.
I fattori di rischio per la formazione delle stenosi coronariche sono elevati valori di colesterolo, diabete, ipertensione arteriosa e fumo di sigaretta. Dopo la valutazione dell’entità e diffusione dei restringimenti delle coronarie viene proposto il trattamento di rivascolarizzazione più adeguato per il paziente. Se è possibile viene effettuata la angioplastica cioè la dilatazione dei punti stretti con il palloncino ed il posizionamento dello stent, una retina metallica che viene posizionata all’interno della coronaria consentendo la ripresa del normale flusso del sangue. La procedura avviene in completo monitoraggio del paziente prima, durante e subito dopo l’esame (controllo del ritmo, della pressione, dell’ossigenazione del sangue). In caso ci sia la necessità di intervento cardiochirurgico il caso clinico viene discusso collegialmente tra cardiologi clinici, cardiologi emodinamisti e cardiochirughi per la valutazione del trattamento necessario.

Altra importante innovazione del reparto è dovuto al fatto che è totalmente informatizzato, tanto da essere uno dei pochi a non avere un archivio cartaceo. I numeri sono in crescita. Nel 2018 sono state effettuate 2734 procedure con 1238 angioplastiche e 636 i pazienti trattati in regime di day hospital. Si è registrata una mobilità attiva extraregionale dell’’8/9 per cento. L’età media dei pazienti è di 69 anni. Il 60 per cento dei pazienti è di età tra i 50 e i 75 anni. Oltre il 70 per cento sono uomini.

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