Attivati venti percorsi diagnostico terapeutici

Il Direttore sanitario Edoardo Berselli: “Organizzazione a vantaggio dei pazienti. Personalizzazione delle cure, approccio multidisciplinare e monitoraggio dei risultati”.

La personalizzazione dei percorsi di cura e approccio multidisciplinare per il paziente. Un binomio imprescindibile che negli ultimi anni ha visto impegnati i professionisti dell’azienda ospedaliera Marche Nord. Sono venti i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali avviati dalle equipe di operatori sanitari per dare al paziente le risposte migliori ai bisogni di salute. “Gli ultimi percorsi di cura ufficializzati sono quelli delle neoplasie del pancreas e della cervice uterina – spiega il direttore sanitario dell’azienda Marche Nord Edoardo Berselli – ; si tratta di un’organizzazione complessa che l’azienda ha voluto fortemente tutta a vantaggio del paziente perché assicurano la corretta presa in carico dello stesso, l’umanizzazione delle cure e la garanzia di ricevere la migliore terapia suggerita dalle più avanzate evidenze scientifiche. Il grande vantaggio è quello di ricevere un approccio multidisciplinare alla cura di una determinata patologia, dove più professionisti interagiscono tra loro in maniera sinergica ; in alcuni casi è previsto anche l’intervento di specialisti quali psicologo, assistente sociale, logopedista, fisioterapista. Ad ogni gruppo viene assegnata la figura dell’infermiere ‘case manager’, impegnata nel coordinamento del processo assistenziale, che diviene il punto focale, di riferimento per i pazienti ed i loro familiari. Ogni paziente – aggiunge – ha a sua disposizione l’intera squadra che costruisce minuziosamente il suo percorso di cura. Garantendogli la migliore qualità ed efficienza del percorso”.

Lo scopo è di garantire al paziente un iter diagnostico e terapeutico dedicato, che vede figure mediche – con competenze diverse – lavorare insieme e costruire un percorso di cura più rapido ed efficace basato su evidenze scientifiche e sull’esperienza e le conoscenze di ogni singolo professionista coinvolto, attraverso il coordinamento e l’attuazione di attività consequenziali standardizzate da parte di un team multidisciplinare. I PDTA vengono utilizzati per migliorare la qualità ed efficienza delle cure, ridurre la variabilità nelle cure e garantire cure appropriate al maggior numero di pazienti. Alcuni percorsi sono condivisi a livello regionale, nell’ambito della ottima rete sanitaria marchigiana (es, infarto miocardico, trauma grave, etc.)
“Un punto importante dei percorsi terapeutici standardizzati è il monitoraggio – conclude Berselli – sono previsti ‘audit’ per il controllo continuo degli indicatori che valutano non solo i tempi di attesa, per esempio tra la diagnosi e l’intervento, ma anche il percorso stesso e gli esiti. Solo misurando i risultati si migliorano realmente gli standard qualitativi che si offrono ai pazienti. Maggiore è il numero di casi trattati dall’equipe e maggiore sarà l’esperienza dei professionisti e dunque il percorso di cura del paziente sarà più efficace. Questa è la direzione che sta seguendo l’azienda ospedaliera anche in base anche alle direttive agenzia nazionale del servizio sanitario nazionale”.

Il Direttore sanitario Edoardo Berselli

berselli alla scrivania

Il Direttore di Oncologia Rodolfo Mattioli e lo staff infermieristico

rODOLFO MATTIOLI E LO STAFF INFERMIERISTICO

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